Nelle campagne pay per click la trasparenza non è un costo, ma un valore

La nostra quotidianità è fatta di tante piccole scelte. Il sacchetto di mele pre-confezionato o quelle bio? La pasta trafilata al bronzo, o quella da 2 kg in offerta risparmio?

Delle volte si è di fronte a reali occasioni da non lasciarsi sfuggire, ma molto più spesso il mero fattore economico può nascondere indubbi PERICOLI.

Questo è quello che può succedere, per esempio, quando si affidano a qualcuno le proprie campagne PPC (pay per click su Google) SOLAMENTE perché fa pagare di meno la propria consulenza.

Se scrivo su questo tema, purtroppo, è perché mi è capitato di sentire (e vedere!) cose agghiaccianti.

Ecco cosa dovresti sempre chiedere!

Ci sono dei “requisiti minimi” che devono sempre essere soddisfatti, altrimenti parliamo di investimento alla cieca!

Anzitutto, va bene fidarsi, ma bisogna SEMPRE farsi dare i dati di accesso.

Voglio dire i PROPRI dati di accesso del pannello di Google Analytics, verificando al tempo stesso che sia stato collegato al proprio account Google AdWords, altrimenti o non vedi i dati, oppure nella migliore delle ipotesi, li vedi inquinati (dalle visite arrivate da AdWords, per l’appunto. È una questione tecnica che il tuo consulente deve comunque conoscere alla perfezione: per gli addetti ai lavori è l’abc).

Oltre ai dati di accesso, dovresti sempre pretendere un report, anche semplice ma funzionale, facile da leggere, con una schermata simile a questa, per esempio:


Come vedi, ci sono molte informazioni che per te sono FONDAMENTALI e che non sempre, purtroppo, ti viene detto da chi ti gestisce le TUE campagne a pagamento.

Parliamo di informazioni come:

  • Clic: il numero di clic ricevuti sui tuoi annunci su Google, ovvero quelli che poi paghi
  • Impressioni: le volte che l’annuncio è stato visto ma non cliccato
  • Costo: il totale di € che hai speso
  • CPC: costo medio per click, quanto paghi di media per ogni annuncio che è stato cliccato
  • CTR: rapporto tra la percentuale di impressioni e i click ricevuti. Più la percentuale è alta e più è scritto bene l’annuncio
  • Prenotazioni: il numero delle prenotazioni ricevute
  • Entrate dirette: il PRINCIPE di tutti i dati, cioè il totale dell’importo, in euro, delle prenotazioni ricevute
  • Contatti: totale contatti ricevuti (es. richieste informazioni)
  • Telefonate: il totale telefonate ricevute (se vengono effettuate dallo smartphone le puoi tracciare, lo sapevi? Te l’hanno detto?)
  • Click to call: il totale di click sull’annuncio che hanno fatto partire direttamente la chiamata
  • Costo di acquisizione: la percentuale che ti indica il rapporto tra la spesa sostenuta e il ricavo della campagna (quanto ti costa comprare un cliente)

In particolare, potresti concentrarti sul COSTO DI ACQUISIZIONE per farne alcune opportune valutazioni. Per esempio lo puoi paragonare a quanto ti costa una prenotazione che arriva dalle OTA, pensando che magari le commissioni che paghi a Booking.com sono anche attorno al 18%.

Insomma, ora sai che non solo puoi avere tutti questi dati, ma che TE LI DOVREBBERO FORNIRE.

Infatti stiamo pur sempre parlando di dati che sono tuoi, riguardano il tuo account e il tuo sito, è inconcepibile che alcune agenzie non li mettano a tua disposizione, eppure molto spesso purtroppo questo accade!

Se ti trovi in questa situazione ti consiglio di alzare la cornetta e di darmi uno squillo …

A questo punto dovresti aver già capito la differenza tra una CAMPAGNA TRASPARENTE ed una “a scatola chiusa”.

Alcuni albergatori si sono affidati a dei consulenti che, in nome di una presunta esperienza, chiedono di fidarsi, costano poco e non fanno sapere niente di come siano andate le cose, non va bene, fine.

Al contrario, non si avvia una campagna se per questioni tecniche non si riesce a: “MISURARE, MISURARE, MISURARE”, a maggior ragione se hai pagato per ognuno di quei click!

Come ho già scritto in un altro articolo, dietro ad ogni campagna a pagamento c’è un pericolo consistente e bisognerebbe anzitutto valutare bene le parole chiave per le quali si attivano gli annunci.

Sei sicuro di sapere le parole chiave che hai comprato? Leggi questo articolo per poterti difendere da ogni insidia:

—–> PPC: le parole chiave che paghi, anche se non lo sai

Può sembrare strano, ma annunci per parole chiave generiche del tipo “hotel + località” (esempio: hotel Riccione”, possono essere molto pericolosi.

Ci sono tanti consulenti che ti comprano parole chiave generiche, te le fanno pagare moltissimo e ti portano molto, molto poco.

Lo puoi capire chiaramente cliccando sul link qui sopra e leggendo l’articolo che ti ho consigliato, ricco di esempi e screenshot. L’articolo ti mette in guardia dai vari pericoli che puoi correre pagando parole chiave che non ti servono e spendendo soldi inutilmente.

Tutto il valore della trasparenza

Ora sai perché non parliamo di costo, ma di un VALORE

Ora hai capito perché badare unicamente al risparmio può essere un SERIO PERICOLO per le performance delle tue campagne. Se ti affidi a chi ti nasconde dati fondamentali, rischi di pagare molto di più la campagna stessa, senza per altro avere il ritorno che ti saresti aspettato.

Senza dimenticare un altro aspetto, che vale non solo per il Pay Per Click, ma per tutte le attività online. Il marketing del tuo hotel va visto come una SINFONIA , cioè analizzato nel suo complesso.

A te deve arrivare una musica stupenda (nel caso di un hotel la sinfonia è la rappresentazione metaforica di un flusso costante di nuovi clienti IN TARGET), e interessa fino ad un certo punto il singolo lavoro della viola o del contrabbasso.

Pensa se i vari strumenti seguissero le indicazioni di diversi direttori d’orchestra. Regnerebbe il CAOS, non trovi? Così anche per il marketing, perché è bene che tutto sia coordinato dallo stesso “direttore”, che tutto risponda alla stessa strategia, che tutto remi dalla stessa parte, per gli stessi obiettivi.

Nel caso specifico delle campagne PPC, come abbiamo detto – affidandosi ad una agenzia diversa da quella che segue le altre attività – il pericolo concreto è che i dati Analytics possano essere inquinati da campagne esterne e per questo impossibili da interpretare.

Ho pensato che fosse giusto metterti in guardia da queste insidie, spero che apprezzerai questo articolo e il tempo che ho impiegato per scriverlo.

Buone campagne e soprattutto … buona trasparenza!
Riccardo

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