Portali turistici a canone fisso? Istruzioni per l’uso..

C’è stato un momento (lo ricordiamo tutti, per certi versi è stato anche esaltante) in cui i portali di visibilità, quelli a canone fisso che vendono banner e spazi di ogni genere, solo per alcune destinazioni turistiche, erano i signori incontrastati del web. Ma appunto “c’è stato”; adesso non è quasi più così, o meglio è giunto il momento di misurare i numeri in maniera più precisa.

Molto spesso infatti trovo ancora diversi albergatori che investono diverse migliaia di euro per avere una scheda o un banner su un portale, dal quale si aspettano di ricevere richieste di preventivo e telefonate.

Le cose non stanno esattamente così

Molti di questi portali turistici hanno perso tantissimo traffico e i dati statistici che leggiamo per conto dei nostri clienti dicono qualcosa di diverso.

Se tracci correttamente gli obiettivi su Analytics, ad esempio la richiesta informazioni / prenotazioni del tuo sito (e se non la tracci puoi già pensare che stai sbagliando tutto) vedi per esempio che molti portali stanno sempre più DIMINUENDO LE VISITE e soprattutto le conversioni PROVENIENTI DAI PORTALI TURISTICI.

Screenshot

Questo è uno screen di un albergatore della Riviera. Non ti preoccupare di sapere che portali turistici stava pagando, quelli li ho oscurati per ovvi motivi di privacy. In questo esempio quello che dovrebbe invece interessarti è che l’anno scorso ha speso circa 5000 € per inserirsi nei vari portali turistici (e come lui TANTISSIMI ALTRI ALBERGATORI).

Nella lista di sopra, dunque, puoi vedere quei siti (tecnicamente li possiamo chiamare referral) che corrispondono alle “pubblicità” che ha fatto l’albergatore e se io fossi in lui inizierei a pormi alcune importanti riflessioni.

Come prima cosa vorrei farti notare le VISITE: sono in totale 2830 (qualche anno fa sarebbero state almeno cinque volte tanto) e per 5000 € di spesa facciamo presto a fare il calcolo.

In questo esempio la pubblicità consisteva nell’avere un banner con link diretto al sito dell’albergo ma sappiamo bene che in altri casi è il portale a raccogliere le richieste informazioni attraverso una scheda dell’hotel, senza rimandare direttamente al sito. Per questo bisogna fare le giuste distinzioni e quando facciamo queste analisi con i nostri clienti albergatori, chiediamo sempre di portare con sé le richieste PRENOTAZIONI provenienti dai portali e andate a buon fine, analizzando tutto insieme a lui, misurando costi e ricavi per non sprecare i soldi.

Tornando comunque al nostro esempio di prima, considerata la spesa di 5000 € e le 2830 visite, possiamo dire che significa SPENDERE CIRCA 1,7 € A CLICK. Un costo spropositato se consideri che con il PPC Adwords (il pay per click di Google) potrebbe aver speso UN TERZO e avere scelto il target da raggiungere (perché sai benissimo che con i portali turistici invece questo non lo puoi fare).

Senza poi parlare di Facebook (sempre con il relativo Pay per Click, che puoi leggere chiaramente in questo articolo: Facebook Ads, Hotel spende 17 euro, e ne incassa 1.300!).

E le CONVERSIONI? Il totale lo puoi calcolare facilmente da solo: in un anno intero ha pagato 5000 € per avere 45 richieste informazioni.

Voglio trovare un senso a questo sforzo

Anche se questo sforzo un senso non ce l’ha

Cosa voglio farti capire? Voglio farti capire che UNO SFORZO COSÌ NON HA IL MINIMO SENSO se non misuri uno ad uno tutti i portali con costi/conversioni, cosa che purtroppo avviene raramente.

Mettiamo anche che il 5% di quelle 45 richieste di informazioni del nostro esempio di sopra sia stato convertito (uso appositamente un tasso di conversione alto, solitamente già un 2% di conversione è un ottimo dato) in prenotazioni, cioè che siano state vendute ben 3 vacanze. Facciamo una media di 1500 € a vacanza? Benissimo, allora possiamo parlare di 4500€ ricavati a fronte dei 5000 € spesi, non è molto, vero?

Come se non bastasse, c’è un altro aspetto da considerare molto importante, la frequenza di rimbalzo. Se il 77% o il 69% di chi arriva da un portale, abbandona subito il tuo sito, che te ne fai? Significa che questi portali turistici ti portano traffico non in target con la tua proposta, cioè ti fanno pagare oro un utente che probabilmente è poco interessato al tuo prodotto.
Dici che ho esagerato col pessimismo? Va bene, allora mettiamo che le cose siano invece andate benissimo, diciamo che hai ottenuto anche più di 45 richieste e addirittura 10 mila euro. Anche in questo caso il costo commissione di ogni singola prenotazione sarebbe comunque del 50%, ti rendi conto?

Ovvio che questo è un solo caso, non posso dilungarmi più di tanto, ma fidati che ho seguito molti hotel con problemi simili a questo, ai quali ho dato la stessa soluzione: NON PAGARE PIÙ TUTTI I PORTALI TURISTICI SOLO PERCHÉ “IO HO SEMPRE FATTO QUESTE PUBBLICITA'”, analizzali invece in maniera approfondita, facendoti aiutare da chi segue il tuo web marketing, per capire quali vanno eliminati e quali mantenuti, OTTIMIZZANDO AL MEGLIO IL TUO BUDGET IN CANALI ANCHE PIÙ REDDITIZI!

Come ti dico meglio alla fine di questo articolo, vedrai che nulla è perso, perché esistono diversi canali da usare e se anche tu ti sei stancato di far apparire il tuo hotel in mezzo ad una giungla di banner per ricevere molto poco rispetto a quanto spendi, allora chiamami, perché insieme guarderemo quali sono i portali da eliminare e in caso “quelli” da mantenere!

Ma perché i portali rendono meno?

Sono cambiate le logiche di ricerca e tante altre cose, che ti spiego

Enrico Ruggeri diceva che cambiano le facce però gli stati d’animo no. Invece su Google cambia tutto, facce e stati d’animo. Ci sono diversi fattori per esempio che sono cambiati dai MITICI ANNI D’ORO DEI PORTALI e che oggi dovresti assolutamente considerare:

1. È cambiata la visualizzazione della SERP (la pagina dei risultati di ricerca)
Adesso gli annunci a pagamento e i risultati local (mappe) occupano le posizioni principali della pagina dei risultati, così i portali, anche quando sono ben posizionati su Google, si vedono solamente dopo: HANNO PERSO VISIBILITÀ.

serp_hotel_rimini

2. È cambiata la velocità dell’utente
Per le ricerche che lo permettono, Google sta passando sempre più da motore di ricerca a MOTORE DI RISPOSTA. E questo agli utenti piace da morire. Gli utenti sono abituati ad avere subito la risposta al loro bisogno e in questo molti PORTALI spesso falliscono.

3. Spesso il portale non risponde alle domande più lunghe
L’utente ora fa domande più lunghe in Google, per capire esattamente cosa risponda ai propri bisogni. Magari domanda “dove dormire vicino al concerto di Jovanotti a Bologna”, non cerca un generico “hotel Bologna”, perché poi deve mettersi lì e capire quale, tra i tanti, sia vicino al concerto di Jovanotti. Semplice, no?

Vedo la conferma a tutto questo dai dati dei siti che seguo. Per esempio un mio cliente è posizionato molto bene con tante chiavi, tra le quali anche una che forse fa invidia ai suoi competitor: “hotel Riccione 3 stelle”. Bello, no?

E invece guarda qui:

seach-console

Un posizionamento così incredibile (fluttua tra la 1^ e la 2^ posizione in SERP) gli ha portato 3.790 visualizzazioni (cioè 3.790 persone che cercavano “hotel riccione 3 stelle” hanno visto in SERP il risultato che riguardava il sito del mio cliente), ma SOLAMENTE 4 PERSONE HANNO CLICCATO (lo 0,11%).

Che cosa dovresti fare?

Ascolta il mio suggerimento: basta spendere soldi in tutti i portali turistici a casaccio, selezionali accuratamente!

Ovviamente tutto varia da portale a portale, ma di media ho visto miei clienti che spendevano anche alcune migliaia di euro. Negli anni d’oro dei portali, che abbiamo descritto sopra, questo comportava importanti risultati ed era una cosa sicuramente da consigliare, MA OGGI NON SEMPRE È COSÌ per cui occorre ricalibrare il tiro (non sono tutti da scartare poiché esistono portali tematici sul Benessere, Cicloturismo eccetera, che vediamo funzionare ancora grazie alla loro estrema focalizzazione su un target ben preciso oltre che ad una buona promozione multicanale. I portali tematici sanno chi è il loro utente in target e questo dà a loro un enorme vantaggio nel marketing rispetto ai portali turistici generalisti).

Non lo diresti mai ma quasi sicuramente anche per te è possibile SPENDERE DI MENO E OTTENERE DI PIÙ.

QUESTO E’ UN ESEMPIO DI CAMPAGNA ADWORDS DI GOOGLE (Pay per Click)

ppc-riccione

In questo caso per esempio il cliente che seguo, con una campagna Pay per Click, in 2 mesi estivi ha speso poco più di 1000 € per 112 richieste informazioni. Questa campagna è poi una di quelle più costose che seguo perché si basa su parole chiave con alta concorrenza e si sviluppa nei mesi estivi, ma è per dimostrarti che anche su campagne del genere si può ottenere molto di più. Per farti capire meglio, ABBIAMO SPESO 5 VOLTE IN MENO, e OTTENUTO QUASI IL TRIPLO DI RICHIESTE, tra l’altro, come ti dicevo prima, sono richieste molto più mirate perché sei tu che decidi che utente intercettare, su quale chiave di ricerca eccetera.

Analogamente potresti pensare di FARE CAMPAGNE DI VISIBILITÀ A PAGAMENTO ANCHE SU FACEBOOK, che sono caratterizzate di norma da un costo per click molto basso (più basso del PPC di Google) e che possono darti altri importanti risultati. Per vedere esempi e saperne di più sulle Fb Ads, come ti ho detto anche sopra, puoi leggere questo articolo:
Facebook Ads, Hotel spende 17 euro, e ne incassa 1.300!

Capirai così che eliminando i portali che non rendono, puoi rimettere i tuoi budget in canali più performanti. Questi che ti ho citato sopra sono solo alcuni esempi perché potresti investire anche nel lungo periodo, cercando i migliori posizionamenti organici per quello che serve a te e curando anche la tua geolocalizzazione. Parliamo di cose attuali, che ti danno VANTAGGI, al contrario di quello che ottieni se continui a destinare importanti budget su canali a bassa resa.

Non posso parlare di tutti questi ambiti insieme in un solo articolo, per questo ti rimando ad altri post dove ne ho già discusso.

Per capire i vantaggi del posizionamento organico leggi:

Qualcuno dice che la SEO è morta (forse perché non sa più come farla).

Per capire l’importanza della corretta geolocalizzazione leggi:

Google My Business: un asso nella manica per farsi trovare sulle mappe e non solo.

Capirai che le vie del web marketing sono infinite … per questo il solito consiglio che vorrei darti è quello di misurare in profondità i dati provenienti dai portali, eliminare quelli che non rendono per reinvestire in canali più performanti.

Spero di averti fatto chiarezza, se ti restano dei dubbi mi trovi anche qui!.

Buona scelta,
Riccardo

Commenti di Facebook

Condividi su:
Share On Facebook
Share On Twitter
Share On Google Plus
Share On Linkedin

4 Comments

  1. Stefano Lavori 17 marzo 2017
    • Riccardo Riccardo 17 marzo 2017
  2. emiliano 17 marzo 2017
    • Riccardo Riccardo 27 aprile 2017

Rispondi a emiliano Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*