PPC: le parole chiave che paghi, anche se non lo sai

[Google è bravo e tutti gli vogliamo bene. Ma non è una ONLUS e se riesce a farti pagare più di quel che vorresti, anche parole chiave che non ti servono, LO FA]

Come ben saprai, Google Adwords è un sistema potentissimo, che ti permette di raggiungere migliaia di persone che stanno cercando proprio quello che tu stai offrendo.

Ma se non stai attento o se non sta attento chi ti gestisce le campagne Pay per Click, rischi di avere un grande PROBLEMA: comprare (e pagare profumatamente) delle parole chiave che non ti servono a niente, che non sono le tue. Impossibile? Leggi qui sotto e ne scoprirai delle belle!

Oggi ti parlerò di 2 grossi errori che si possono fare su Google Adwords e che ti possono costare assai cari:

  1. Comprare parole chiave generiche (ti mostro i trend e ti spiego cosa dovresti fare, invece)
  2. Non controllare le chiavi correlate che Google ti inserisce AUTOMATICAMENTE e che ti fa pagare se non le togli dalla lista (ecco perché ti dicevo sopra che Google non è una ONLUS, anche lui bada al suo guadagno e poco gli importa del tuo budget).

Errore numero 1

È sbagliato comprare chiavi generiche (e ti dimostro il perché!)

Nel corso degli anni abbiamo imparato ( e lo dicono anche i maggiori esperti di settore) che più si va a intercettare un target specifico (in questo caso una chiave più specifica) e più si ottengono risultati, cioè conversioni, quello che interessa a te.

Ti spiego meglio con un esempio:

Prova a immaginare un cliente che vuole cercare un hotel a Riccione e scrive su Google “hotel Riccione” in maniera generica: non ha idea di quanto voglia spendere, se 50 o 100 euro a notte, non sa se voglia la piscina, né se voglia stare vicino all’Aquafan. Questo è un utente DIFFICILISSIMO DA CONVERTIRE, perché forse non sa nemmeno lui cosa stia cercando.

Diverso è invece il caso di chi cerca “hotel a Riccione sul mare con piscina”, perché qui abbiamo già fatto un bel filtro e trovando un hotel con queste caratteristiche, è molto probabile che si continui la navigazione, magari chiedendo anche un PREVENTIVO -> ecco la conversione.

Senza dimenticare un altro aspetto molto importante: le ricerche tengono sempre più conto del bisogno del momento, così per esempio aumenta la fetta di persone che non cercano qualcosa di generico ma di più preciso, come “vacanza per famiglie a Riccione”, “hotel a Riccione con animazione”, “hotel per celiaci a Riccione” e così via.

Naturalmente non è un mio PARERE ma il frutto di tanti dati analizzati nel corso della mia esperienza. Per capire quanto sia vero, potresti anche controllare dai grafici di Google Trend (ti mostro l’esempio su Riccione):

riccione-trendsHai visto? La chiave secca “hotel Riccione” è in netto calo nel corso del tempo. Tutto questo per farti capire che devi stare attento anche quali chiavi  compri o stanno comprando per te (anche se sono correlate).

Si tratta comunque di un errore da poco, tutto sommato, perché ce n’è un altro che può essere PEGGIORE E COSTARTI DAVVERO CARO.

Errore numero 2

Non controllare le chiavi correlate di Google, che ti inserisce in automatico

Quando stai per comprare le parole chiave su cui far apparire il tuo annuncio su Google Adwords, devi fare una lista e inserirla nel sistema.

Ci sono diversi parametri da impostare che ti permettono di impedire a Google di sbizzarrirsi e inserirti le parole chiave correlate, o meglio, CHE SECONDO LUI … sono correlate (punto importantissimo!!).

Che cosa sono le parole chiave correlate? Ti cerco di spiegare meglio: i tuoi annunci vengono pubblicati automaticamente in associazione (corrispondenza generica) a varianti pertinenti delle tue parole chiave, anche se questi termini non sono inclusi nell’elenco delle parole chiave che hai inserito.

Un chiaro esempio ce l’hai qui, direttamente da Google: Utilizzo della corrispondenza generica.

corrispondenza_generica

Una campagna va monitorata costantemente per far sì che il budget giornaliero (e complessivo) non vada buttato al vento comprando click di utenti non interessati, che non porteranno a conversioni.

Oltre che monitorata, la campagna ideale va impostata bene dall’inizio, naturalmente.

Non sto a spiegarti tutte le tecniche che si utilizzano perché ci vorrebbero altri 10 articoli del blog, ma quello intanto che voglio farti vedere è COME CONTROLLARE QUALI SONO LE CHIAVI CHE VERAMENTE COMPRI, perché NON SONO QUELLE CHE HAI INSERITO TU ALL’INIZIO O CHI PER TE, sono invece quelle che trovi in un altro report di Adwords.

Dunque  se vuoi controllare se ti stanno gestendo bene la campagna Ad Words (perché soldi sono i tuoi), ascoltami e procedi così (guarda questi screenshot che ho fatto per te):

– vai sul tuo account

1

– vai sotto la linguetta “parole chiave” e clicca su “termini di ricerca”

2-3

– controlla di aver inserito in alto a destra il periodo giusto

4

– ed ecco qua le chiavi che devi controllare (Google potrebbe aver aggiunto le chiavi correlate in base alla corrispondenza generica e potrebbero non interessarti affatto!)

5

Se non sei mai andato (tu o chi per te) a controllare vuol dire che può essere successo ma che CONTINUI A PAGARE PER CHIAVI INUTILI SENZA SAPERLO!

Pensa che alcuni nostri clienti hanno provato da soli a inserire delle chiavi, non impostando bene tutti i parametri, oppure hanno preso in mano campagne già in corso gestite da altri, dove Google ha associato una parola secondo lui correlata, che però si riferiva a tutt’altra cosa

Magari non ci credi ma ti assicuro che succede realmente: può capitare che inserendo “hotel a Riccione”, Google ti proponga come pertinenti, trattandosi pur sempre di turismo, anche chiavi contenti altre vicine località adriatiche, che però a te non interessano, perché il tuo hotel è comunque a Riccione. Capisci l’importanza di controllare questi aspetti?

Google non ti rimborsa

Per quanto sia gentile ed educato, a Google non interessa particolarmente se non sei capace di impostare bene le campagne, anzi, gli può star bene farti spendere più budget

Se hai un alto budget giornaliero è ancora più facile che Google cerchi di fartelo spendere avvicinando il momento in cui lo avrai finito; ti dice che ti ha portato comunque visite ed è vero, ma non considera che quell’utente in verità stava cercando un’altra cosa (e a te non è servito pagare quel click, anzi!).

Il riassunto di questa chiacchierata?

  • controlla cosa stai pagando veramente, per quali click
  • vedi se sono parole chiave che hanno senso, altrimenti bisogna escluderle
  • se non lo fai, rischi di perdere anche completamente il budget per chiavi che non hanno senso, quelle con più traffico infatti possono farti spendere tutto il budget giornaliero SENZA PORTARTI RISULTATI se non sono in target con il tuo prodotto

Ora sai che Google Adwords è potentissimo e ti permette di intercettare chi vuoi tu, ma come per tutte le scienze, BISOGNA SAPERLO FARE BENE, applicando precisi criteri ispirati dallo studio e dall’esperienza sul campo, pena catastrofiche (e inutili) spese.

Spero di averti chiarito un pochino le idee con questo articolo.

Se lo hai trovato utile, ti chiedo solo un piccolo premio per il tempo che mi è costato: potresti condividerlo e mettere a conoscenza anche i tuoi amici.

Naturalmente se hai dubbi o altro, ne parliamo volentieri anche qui sotto nei commenti.

Per messaggi privati o curiosità, mi trovi anche qui.

Stai in campana e attento alle chiavi che compri anche se non lo sai!

Riccardo

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