La (croni)storia di una stagione salvata

Indubbiamente il 2020 sarà ricordato da tutti come un anno davvero particolare.

Soltanto pochi mesi fa, al chiuso delle nostre case, temevamo non solo per la nostra salute e quella dei nostri cari ma ci interrogavamo anche sulla stagione turistica estiva e su come avrebbero potuto lavorare i nostri amici albergatori.

A questo proposito, in questo periodo per fortuna iniziamo a raccogliere diverse testimonianze di soddisfazione. Sono parole che volevamo sentire e che controbilanciano i tanti mesi che abbiamo trascorso con preoccupazione e apprensione.

Naturalmente non è corretto generalizzare il discorso, che varia da hotel a hotel e soprattutto da destinazione a destinazione (gli Hotel nelle città d’arte soffrono tantissimo) ma ci è sembrato interessante prendere ad esempio uno dei casi di successo di cui vogliamo raccontare la storia, sperando che venga presto bissato da tanti altri esempi simili e che possa costituire materia di ispirazione e coraggio per altri albergatori.

Ci spostiamo in Sicilia, e più precisamente a San Vito Lo Capo.

L’hotel 3 stelle che assistiamo, che per motivi di privacy ha chiesto di restare anonimo, è una struttura molto carina, con un numero di camere contenuto e che si trova in una delle più frequentate vie interne, a 2-3 minuti a piedi dal mare.

Solo pochi giorni fa ci ha inviato l’ennesima mail entusiasta, con i tassi di occupazione registrati fin qui e con i previsionali dei prossimi mesi e ogni volta è per noi un’emozione, specialmente quando ricordiamo lo scetticismo e la paura iniziali.

 

Come siamo arrivati, qui? Facciamo un passo indietro per raccontare tutta la storia

L’inizio, fatto di apprensione e incertezza, risale naturalmente a Marzo, Aprile e Maggio.

Ancora in pieno lockdown, come tutti non sapevamo cosa pensare, né cosa aspettarci.

Naturalmente anche il direttore dell’hotel di cui parliamo si sentiva smarrito e stava valutando addirittura di non aprire per la stagione quasi alle porte.

In quei giorni, infatti, lo sconforto era tangibile. Le domande più frequenti erano “ma tanto anche se apro, come troverò gli ospiti?”.

In quel momento, cercando di essere molto realisti, abbiamo ritenuto di sconsigliare di prendere decisioni sull’onda della carica emotiva, attendendo il momento giusto per valutazioni e analisi tanto importanti.

Intanto lo aiutavamo a tenere il contatto con i propri ospiti attraverso newsletter ad hoc, studiare con il giusto copy e con i contenuti più adatti, e suggerimenti sui post Facebook, per mantenere la relazione con i clienti senza però sfociare in qualcosa di troppo commerciale, che in quel momento sarebbe stato fuori luogo e controproducente.

Tutto questo fino al 18 maggio 2020, quando il Governo ha comunicato le condizioni delle prime riaperture.

Comunque ancora non sapevamo, per esempio, quando sarebbero tornati operativi i voli per la Sicilia e se su quei voli ci sarebbe salito qualche turista …

Per fortuna poi a inizio giugno sono arrivate le prime conferme di voli, così che il direttore dell’hotel ha rotto gli indugi, dandoci una bellissima notizia e facendo, di fatto, una scommessa: avrebbe aperto ed avrebbe aperto presto: il 13 giugno.

Non c’era tempo da perdere: andavano comunicate le contromisure che l’hotel avrebbe messo in atto per garantire la sicurezza degli ospiti e andavano intercettate le prime ricerche degli utenti, stimolando al tempo stesso anche la domanda latente.

Sono stati giorni di attività febbrili, sempre a contatto con il direttore dell’hotel per valutare eventuali correzioni in corsa, in base ai risultati che misuravamo e ai feedback diretti che ci arrivavano dalla Sicilia.

Fino alla grande, più bella notizia. Già ai primi di luglio il direttore ci ha segnalato che era a buon punto con le prenotazioni: in un mese scarso, con campagne attive a 360°, praticamente, abbiamo salvato la stagione!

 

Ma cosa sarebbe successo se non si fosse fatto marketing, una volta deciso di aprire l’hotel?

Lo possiamo capire dai dati, come sempre.

Prendiamo in considerazione le richieste di preventivo, cioè le azioni a cui solitamente attribuiamo più valore, visto che si riferisce ad un utente propenso a prenotare:

Da una veloce occhiata si nota come il 2,90% delle richieste siano dirette, tutto il resto arriva da azioni di marketing.

Sì, hai capito bene…

il 97% delle richieste di preventivo sono state condizionate dal marketing, il 73% dall’advertising, che in questo caso è stato per la maggior parte strutturato su Facebook.

(Questo risponde anche, per altro, a quelle persone che pensano che Facebook non sia lo strumento giusto per vendere le camere di un hotel …).

 

I risultati visti dall’hotel

Ma tutti questi dati, come si traducono, nella realtà operativa dell’hotel?

Ecco le tabelle sullo stato di occupazione che ci ha girato direttamente il nostro amico albergatore:

 
occupazione di luglio:

 
occupazione di agosto:

 
occupazione di settembre:
mentre scriviamo, l’occupazione è oltre il 72%, con disponibilità soltanto dal 14 settembre in poi.
 

Le attività giuste, al momento giusto

Quella appena raccontata è la storia di un successo di tutti, debitore di tutti. Per esempio è stato molto importante poter lavorare con tempismo, con la piena fiducia dell’hotel.

In una stagione contratta come quella di quest’anno, era importante infatti poter anche aumentare i budget al momento giusto, cosa che ci è stata resa possibile dalla grande sinergia e fiducia tra noi e l’hotel.

I risultati ottenuti sono stati senz’altro resi possibili dalla convergenza multimediale e multicanale, concentrata nelle settimane più importanti della stagione.

È bene comunque sottolineare come ogni singola attività sia stata studiata con attenzione, specialmente per quanto riguarda il timing.

Ci sono momenti, infatti, in cui si deve fare ed altri invece in cui è più prudente aspettare.

Durante il lockdown, per esempio, in quel clima di grande preoccupazione, sarebbe stato deleterio promuovere immagini di persone felici e parlare di vacanze, avrebbe potuto essere percepito come qualcosa di indelicato, scollegato dalla realtà, rovinando addirittura la propria immagine.

Per questo, per non sbagliare il momento e per mettere in campo le azioni più performanti, è bene avvalersi di un partner web specializzato per hotel, come ha fatto il nostro cliente di San Vito Lo Capo, di cui siamo riusciti grazie all’ottima sinergia a salvare la stagione 🙂
 

Ogni storia ha una morale …

Il caso studio sopra descritto insegna quantomeno che fare marketing può aiutare ad uscire anche dalle sabbie mobili più difficili.

Soprattutto speriamo che questa storia possa esserti di incoraggiamento e di aiuto.

Capisci infatti che anche quando le condizioni più difficili potrebbero farti perdere morale e fiducia, il marketing resta una risorsa preziosa, spesso dai risultati sorprendenti.

Mai come quest’anno il marketing ha potuto ricordare a tutte le altre discipline quanto sia indispensabile e di vitale importanza intercettare il tuo target specifico, mostrandogli la tua offerta ma anche semplicemente per far conoscere i valori del tuo brand.

E tu i clienti li aspetti o vai a prenderli con una strategia mirata?

Scrivici per verificare la tua situazione.

 

 

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